La Processione dei Battenti di Guardia Sanframondi

Il reportage, della durata di circa 42 minuti, racconta dei
riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta che affondano le loro radici
in tempi remoti. Sono riti antichissimi risalenti orientativamente al VII
secolo d.C., secolo in cui fu rinvenuta in un terreno la suddetta Statua
raffigurante la Vergine.

La peculiarità di questo evento consiste nel fatto che si
svolge una volta ogni 7 anni coinvolgendo non soltanto una moltitudine di
persone mosse da curiosità e provenienti dalle zone più disparate ma
soprattutto gli abitanti del paese, circa 5.000, che, con costumi e scenografie
variegate e molteplici tramutano il piccolo borgo di Guardia Sanframondi in uno
scenario surreale catapultando tutti in un’altra era. Per questo e per altri
fattori non meno rilevanti, fra cui l’intensità devozionale dei fedeli, la
forte sensibilità palpabile ad occhio e l’impegno ardente degli stessi, il rito
viene definito come ‘’Il più grande d’Occidente’’.

I preparativi durano per tutti e sette gli anni e, durante
questo lasso temporale aumenta l’impegno dei molti fedeli che vivono
nell’attesa del momento e al fine di ricreare le giuste ambientazioni, affinché
tutto miri all’impeccabilità, prestano il proprio servizio alla confezione di
abiti, oggetti e strumenti funzionali alle sfilate dei quadri i quali, in forma
vivente, riproducono scene bibliche o la mirabile vita di un santo.

Sono loro, gli abitanti del luogo, a raccontarci con
profonda empatia la storia, tramite interviste
particolareggiate e arricchite dal colorito dialetto locale che rende
tutto più reale e coinvolgente, trasformando lo spettatore anch’esso in
protagonista

La regina indiscussa di tale evento è la Vergine Assunta che
è custodita in una teca di vetro, riaperta solo il sesto giorno dei riti, per i
precedenti anni è visibile solo tramite la lastra. A Lei i numerosi fedeli
rivolgono le proprie preghiere e richieste, e fra loro si distinguono i famosi
“Battenti’’ che esercitano veri e propri gesti di penitenza i quali si
manifestano sotto forma di continue percussioni sulla propria carne nuda
causando ferite grondanti di sangue, dal momento che lo strumento utilizzato è
una spugna chiodata ricordando la stessa che fu trovata in mano al Bambinello
al rinvenimento della statua.

I penitenti sono uomini senza volto e senza nome, la cui
vera identità è celata da camici di colore bianco, provvisti solo di due fori
all’altezza degli occhi ed aperti sul torace, la parte del corpo dove si
percuotono maggiormente, in prossimità del cuore, dove la colpa, accarezzata da
Dio, si trasforma in pentimento.